Incapacità lavorativa e protezione dalla disdetta
– aspetti principali

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È una situazione che prima o poi si presenta a ogni azienda: i dipendenti cambiano lavoro e si licenziano. Oppure, per varie ragioni, vengono licenziati. Cose assolutamente all’ordine del giorno. Ma cosa fare se un dipendente subisce un infortunio o si ammala gravemente durante il periodo di preavviso? Spesso vi sono incertezze su come gestire la situazione. Poiché le circostanze che portano a un infortunio o una grave malattia variano a seconda del caso, è sempre necessario effettuare una valutazione individuale in forma anonimizzata.

Christoph Rothenbühler, responsabile Assicurazione malattia e infortuni presso Allianz, vanta un’esperienza pluriennale nel ramo e conosce bene le difficoltà che possono sorgere in situazioni di questo genere. «Data la complessità della situazione, in questi casi collaboriamo spesso con specialisti esterni come SizCare. Al nostro indirizzo e-mail care@allianz.ch riceviamo regolarmente richieste di informazioni sull’argomento, che vengono poi trattate dai nostri specialisti interni. In collaborazione con SizCare abbiamo raccolto le domande ricorrenti sul tema incapacità di lavoro e protezione dal licenziamento.»

Le limitazioni temporali al diritto di disdetta del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro sono definite all’art. 336c del Codice delle obbligazioni (CO): «Dopo il tempo di prova, il datore di lavoro non può disdire il rapporto di lavoro: [...] allorquando il lavoratore è impedito di lavorare, in tutto o in parte, a causa di malattia o infortunio non imputabili a sua colpa, per 30 giorni nel primo anno di servizio, per 90 giorni dal secondo anno di servizio sino al quinto compreso e per 180 giorni dal sesto anno di servizio;».
Buono a sapersi:
  • La protezione dalla disdetta scatta non appena concluso il periodo di prova. 
  • La protezione dalla disdetta vale anche in caso di incapacità lavorativa parziale. 
  • Sono fatte salve eventuali disposizioni divergenti dei CCL a favore del dipendente.

Una volta trascorso il periodo in cui la legge vieta il licenziamento (cosiddetto periodo di blocco), il datore di lavoro può disdire il rapporto di lavoro in via ordinaria anche in caso di incapacità lavorativa permanente.

Il licenziamento durante un periodo di blocco è nullo e quindi privo di effetti giuridici. Diversamente il licenziamento effettuato prima dell’inizio di un’incapacità lavorativa dovuta a malattia o infortunio ha piena efficacia giuridica; il periodo di preavviso viene tuttavia sospeso nel momento in cui ha inizio l’inabilità al lavoro e riprende a decorrere solo alla fine del periodo di blocco. Inoltre, se per la cessazione del rapporto di lavoro è prevista una data fissa (ad es. la fine del mese) il periodo di preavviso viene prolungato fino alla successiva data utile (art. 336c cpv. 3 CO).
  • In caso di nuovo impedimento al lavoro per la stessa malattia o lo stesso infortunio il periodo di preavviso viene nuovamente interrotto ma non è consentito superare complessivamente il periodo di blocco massimo.
  • Se l’impedimento al lavoro è dovuto a un’altra malattia o a un altro infortunio si applica un nuovo periodo di blocco intero.
  • Un’eventuale incapacità lavorativa che abbia inizio durante il periodo di preavviso prolungato di cui all’art. 336c cpv. 3 CO non fa scattare un nuovo periodo di blocco.

Il periodo di blocco viene sempre calcolato in giorni solari. Per una migliore visione d’insieme si consiglia di rappresentare graficamente la durata dei vari periodi (periodo di preavviso, periodo di blocco, proroga del periodo di preavviso ai sensi dell’art. 336c cpv. 2 CO, prolungamento del periodo di preavviso ai sensi dell’art. 336c cpv. 3 CO).

«Sono convinto che valga la pena soppesare bene una decisione per lo più irreversibile come quella del licenziamento. Inoltre è consigliabile discutere prima con uno specialista su come procedere, in modo da tutelarsi al meglio sul piano giuridico», conclude Christoph Rothenbühler.

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