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L’Allianz Risk Barometer 2017 dimostra con che rapidità i rischi informatici hanno scalato la classifica dei rischi più temuti dalle aziende.

Nel giro di pochi anni sono diventati il terzo rischio più temuto dalle aziende. 

Le Pmi continuano a sottovalutare il pericolo. 

Rischi informatici: cinque dati del Risk Barometer Allianz
di cui chi prende le decisioni in azienda deve tenere conto

Un incidente informatico non è solo necessariamente un attacco spettacolare da parte di hacker. Bastano un collaboratore insoddisfatto che invii dati riservati a un concorrente o un errore operativo perché un’azienda subisca interruzioni di esercizio e danni di immagine. L’Allianz Risk Barometer 2017 dimostra come i rischi informatici stiano scalando la classifica delle minacce più temute dalle imprese. Ecco 5 fatti di cui chi prende le decisioni in azienda deve tenere conto. 

 

1. Le preoccupazioni legate ai rischi informatici crescono rapidamente

Per la quinta volta consecutiva, le interruzioni di esercizio si sono confermate il rischio più temuto per le aziende: così almeno la pensa il 37% dei partecipanti al sondaggio in tutto il mondo. Ciò nonostante, il peso dato ai rischi informatici cresce di anno in anno, tanto da rappresentare una grave minaccia per il 30% dei partecipanti al sondaggio. Se nel 2013 occupavano la 15a posizione con appena il 6% dei voti, un anno dopo avevano già raggiunto l’8a e nel 2015 la 5a, distinguendosi come il rischio in più forte ascesa. Nonostante quest’anno l’argomento non abbia cambiato posizione, dista appena un punto percentuale dal secondo classificato, ossia le evoluzioni del mercato. Per gli interpellati di Gran Bretagna e Germania, le minacce informatiche costituiscono già oggi il rischio numero uno per le imprese. 

Bruno Spicher

Allianz - BrunoSpicherCrop

Responsabile delle assicurazioni per imprese presso Allianz Suisse

2. Secondo la maggior parte dei partecipanti al sondaggio, i rischi informatici continueranno ad aumentare

Secondo gli interpellati, i rischi informatici avranno sempre maggiore rilevanza. Alla domanda su quali saranno i possibili rischi più temuti dei prossimi dieci anni, il 42% degli interpellati ha indicato gli incidenti informatici. Seguono i rischi legati alle nuove tecnologie, con il 40%, e quelli connessi agli sviluppi del mercato, con il 33% dei voti. L’aspetto più temuto è soprattutto la sempre maggiore complessità degli attacchi informatici per via della crescente digitalizzazione, come suggerisce il 45% dei partecipanti al sondaggio. 

Allianz - Allianz Risk Barometer

 

3. I rischi informatici sono il fattore scatenante di molti altri pericoli per le imprese

I rischi informatici sono spesso anche la causa di altre minacce per le imprese, come le temute interruzioni di esercizio. I partecipanti al sondaggio hanno collocato al quarto posto gli incidenti informatici come possibile causa di un arresto della produzione, dopo incendio ed esplosioni, catastrofi naturali e problemi con i fornitori, con un totale del 29% delle risposte. «Molti dei recenti incidenti relativi ai dati hanno comportato anche un’interruzione di esercizio», ha commentato a proposito dei risultati del sondaggio Volker Münch, Global Practice Group Leader, Property Underwriting, AGCS. Secondo gli interpellati, inoltre, gli incidenti informatici potrebbero essere uno dei fattori scatenanti per la metà dei primi 10 rischi globali. 
 

4. L’inasprimento delle leggi sulla protezione dei dati accresce il rischio per le imprese

Anche l’inasprimento delle leggi in materia di protezione dei dati contribuisce a collocare ai primi posti gli incidenti informatici nella gestione del rischio. Il mancato rispetto delle prescrizioni per il trattamento dei dati di clienti e collaboratori può comportare, infatti, sanzioni sempre più elevate. Per questo il 25 maggio 2018 diventerà vincolante in tutta l’Unione europea il Regolamento generale sulla protezione dei dati UE, che obbliga le imprese a partire da 250 collaboratori a documentare il proprio processo di trattamento dei dati e a nominare un responsabile per la loro protezione. Eventuali fughe di dati dovranno essere denunciate alle autorità entro 72 ore. Le eventuali inadempienze per grave negligenza sono soggette a multe fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo. Anche per le aziende svizzere con clientela UE sono previste pesanti multe. Delle disposizioni UE tiene conto anche la revisione della Legge federale svizzera sulla protezione dei dati, al momento in fase di consultazione. «I costi per il rispetto delle prescrizioni legali saranno alti e le sanzioni in caso di violazione potrebbero esserlo ancora di più», ha commentato Nigel Pearson, Global Head of Fidelity, AGCS.

 

5. Le piccole e medie imprese continuano a sottovalutare il rischio

Nonostante tutto questo, le piccole e medie imprese continuano a non attribuire sufficiente importanza ai rischi informatici, collocandoli solo al 6° posto mentre figurano tra i primi 3 rischi più temuti per le imprese in quasi tutti i settori. «Molte di queste aziende sottovalutano il rischio di un attacco informatico. Spesso non hanno le competenze necessarie al loro interno e non sono preparate al peggio», spiega Bruno Spicher, responsabile delle assicurazioni per imprese di Allianz Suisse. 

 

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L’Allianz Risk Barometer

Per l’Allianz Risk Barometer, Allianz chiede ogni anno a clienti, broker, consulenti di rischio, underwriter, senior manager ed esperti sinistri del settore B2B quali siano per loro i rischi per le imprese. Quest’anno ha risposto al sondaggio un numero record di 1237 partecipanti da 55 paesi. La versione attuale del Risk Barometer può essere scaricata qui

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