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Studio Allianz: accelera la crescita globale dei mercati assicurativi

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  • I mercati assicurativi premono di nuovo sull’acceleratore: nei prossimi dieci anni la crescita su scala mondiale arriverà quasi al 6 percento.
  • La ripresa riguarda soprattutto i paesi industrializzati, con incrementi di quasi il 3 percento nell’Europa occidentale e di circa il 2 percento in Svizzera.
  • Le mancate entrate causate nel settore assicurativo dalle conseguenze della crisi finanziaria e dell'euro ammontano globalmente a 350 miliardi di euro.
  • Le nuove tecnologie offrono un potenziale enorme: l’incremento dei premi potrebbe raggiungere quota 750 miliardi di euro.

 

Wallisellen, 5 luglio 2017 – Gli economisti di Allianz SE analizzano nel loro ultimo studio le opportunità di crescita nei mercati globali di assicurazioni Cose e Vita. Dopo gli anni difficili della crisi economica e finanziaria, le imprese di assicurazione possono ritornare a guardare con maggiore fiducia al futuro: se dal 2008 a livello mondiale il volume premi è aumentato mediamente di un modesto 3,1 percento annuo, le stime per il prossimo decennio prevedono che il tasso di crescita arriverà al 5,9 percento.

 

La ripresa è soprattutto il riflesso di un'economia mondiale che è tornata a tassi di crescita e d’inflazione normali. Questa tendenza è particolarmente accentuata nei paesi industrializzati, Europa occidentale compresa. Qui, dopo la fase di stagnazione dei mercati assicurativi seguita al crack Lehman Brothers, il volume premi tornerà ad aumentare, con una crescita media di quasi il 3 percento annuo. In Svizzera la crescita sarà probabilmente un po’ più contenuta, con un tasso annuo del 2 percento.[1]

 

La fase più dura è alle spalle

 

«I lunghi e difficili anni della crisi sono ormai alle nostre spalle», ha dichiarato Michael Heise, Capo Economista di Allianz SE. «Molti mercati, soprattutto nell’Europa occidentale, lamentano un decennio perduto, ritrovandosi oggi ridimensionati rispetto al periodo pre-crisi. Ma non dobbiamo aspettarci miracoli: anche nei prossimi anni, infatti, la crescita dei mercati assicurativi sarà comunque più lenta rispetto all’evoluzione economica generale, soprattutto nei paesi industrializzati».

 

Le previsioni di qui a dieci anni indicano non solo un’accelerazione della crescita, ma anche un’inversione di tendenza nel rapporto tra i comparti Cose e Vita. Il primo ha retto meglio la crisi, registrando dal 2008 un tasso di crescita medio del 3,8 percento annuo a livello mondiale, contro il modesto 2,8 percento raggiunto nel comparto Vita nello stesso periodo. Anche questo divario si è fatto sentire con maggiore intensità nell’Europa occidentale, dove la raccolta premi nel ramo Vita ha subito un calo medio dello 0,5 percento l’anno, mentre nel comparto Cose si è registrato un aumento dell’1,2 percento. Tale rallentamento è imputabile non soltanto alla stagnazione dei redditi e agli elevati livelli di disoccupazione, ma anche e soprattutto ai bassissimi tassi d’interesse che hanno frenato la domanda di polizze Vita. In tale contesto i classici prodotti di risparmio hanno chiaramente perso attrattiva. E sebbene in Svizzera il comparto Vita abbia comunque fatto registrare un leggero incremento (+0,7 percento all'anno), nello stesso arco di tempo il ramo Cose è cresciuto a velocità quasi doppia (1,3 percento).

 

In ripresa la domanda di polizze Vita

 

In futuro la domanda di prodotti di assicurazione sulla vita dovrebbe comunque tornare a crescere, poiché permarrà l’esigenza di provvedere in autonomia alla previdenza integrando quanto garantito dai sistemi pensionistici statali. Nel perdurante contesto di bassi tassi d’interesse, inoltre, gli operatori hanno reagito proponendo nuovi modelli previdenziali, mentre nel frattempo le stesse stime sui tassi sono diventate un po’ più ottimistiche. Di qui al 2027, quindi, la raccolta premi nel ramo Vita dovrebbe aumentare del 6,5 percento l’anno a livello globale, mentre nel ramo Cose l’incremento dovrebbe attestarsi mediamente sul 4,9 percento. Nonostante la ripresa attesa nei paesi industrializzati – nell’Europa occidentale il mercato delle polizze Vita dovrebbe tornare a crescere di quasi il 3 percento l'anno – saranno ancora i paesi emergenti, primo fra tutti la Cina, a trainare l’espansione. In alcuni di questi paesi la forte necessità di crescita e gli interventi di finanziamento mirati dello Stato produrranno incrementi a doppia cifra durante tutto il decennio.

 

L’importanza del settore assicurativo aumenta soprattutto nei paesi emergenti

 

Come effetto dell’imminente crescita, l’andamento negativo degli ultimi anni subirà un’inversione di tendenza anche sotto un altro aspetto: aumenterà anche l'importanza relativa del settore assicurativo, misurata sulla base del cosiddetto indice di penetrazione delle assicurazioni (rapporto tra volume premi e PIL). Nei prossimi dieci anni questo valore dovrebbe salire dal 5,6 percento del 2016 al 5,8 percento. L’incremento sarà tuttavia determinato quasi esclusivamente dai paesi emergenti. Nei paesi industrializzati, Svizzera compresa, dovrebbe invece confermarsi la tendenza negativa degli anni passati, sebbene con un ritmo decisamente più lento. La persistenza di tale andamento contenuto, però, non è più dovuta a ragioni economiche, quanto piuttosto a motivi strutturali: da una parte lo sviluppo demografico, che nei prossimi anni si caratterizzerà per il graduale pensionamento della generazione dei baby boomer, dall’altra le crescenti difficoltà di aumentare la raccolta premi nel segmento delle assicurazioni Cose che più di tutti contribuisce alle entrate, ovvero quello dell'assicurazione auto. In futuro diversi fattori potrebbero incidere negativamente su questo segmento: i nuovi canali di vendita digitali contribuiranno a intensificare la concorrenza, le nuove tecnologie (si pensi per esempio alle auto a guida autonoma) potrebbero ridurre il numero di sinistri e incidenti, i sistemi di tariffazione legati alla condotta (si pensi alla telematica) potrebbero abbassare i prezzi medi, mentre i cambiamenti generali delle abitudini potrebbero determinare una contrazione del numero dei proprietari di veicoli (car sharing e Uber).

 

Le mancate entrate del settore assicurativo globale

 

Per tutti questi motivi il modesto incremento dell’indice di penetrazione non riuscirà a compensare le perdite subite negli anni della crisi. Nel periodo precedente la crisi, infatti, tale indice a livello globale era del 6,4 percento; tradotto in euro ciò significa che, se nel mondo le persone avessero continuato a spendere in polizze assicurative le stesse percentuali di reddito del periodo pre-crisi, la raccolta premi complessiva nel 2016 sarebbe stata di quasi 350 miliardi di euro più alta di quella effettivamente registrata. Questo "buco" nel settore assicurativo è imputabile per oltre il 90 percento all'Europa occidentale e all'America del Nord, dove i premi sono venuti a mancare per oltre il 70% nel ramo Vita. «Sono numeri che evidenziano ancora una volta i danni collaterali della politica di tassi d’interesse nulli attuata dalle grandi banche centrali», ha commentato Michael Heise. «Perché non è che oggi le persone abbiano meno bisogno di soluzioni previdenziali e tutele dai rischi rispetto a prima. Anzi, considerati i livelli record del debito pubblico e il costante invecchiamento della popolazione si può dire che sia esattamente il contrario. Tantomeno sono diminuiti i costi legati alla previdenza per la vecchiaia; visti i bassissimi tassi, anche in questo caso si può dire che sia piuttosto vero il contrario. L’unica conclusione plausibile è dunque che i bassi tassi d’interesse abbiano gravemente danneggiato l'idea stessa dell'importanza della previdenza individuale, e a risentirne sarà la prossima generazione di pensionati».

 

Incremento della domanda grazie alle nuove tecnologie

 

Il ritorno a una solida crescita nei mercati assicurativi presenta dunque qualche neo: è poco probabile, perlomeno nei paesi industrializzati, che si possano riassorbire le perdite accusate negli anni della crisi. Ma non c'è motivo di essere pessimisti, perché le nuove tecnologie offrono grandi opportunità. La digitalizzazione, i big data e l’intelligenza artificiale non serviranno solo a ridurre i costi, ottimizzare i processi e aumentare la pressione concorrenziale, ma potrebbero invece essere sfruttati per consentire a un più ampio gruppo di persone di accedere a soluzioni assicurative e per migliorare la loro conoscenza dei prodotti, nonché per rendere i prodotti stessi più interessanti. In poche parole, le nuove tecnologie incrementeranno la domanda. «Nei prossimi dieci nel settore assicurativo assisteremo a mutamenti significativi», afferma Arne Holzhausen, economista di Allianz SE e co-autore dello studio. «Le sfide sono enormi, ma altrettanto enorme è il potenziale offerto dalle nuove tecnologie: se si riuscisse nuovamente ad attirare clienti verso il settore assicurativo e se le persone tornassero a spendere in polizze tanto quanto facevano prima della crisi, nel solo 2027 la raccolta premi registrerebbe un incremento di 750 miliardi di euro rispetto al nostro scenario di base».

 

[1] Tutti i tassi di crescita sono calcolati sulla base del valore nominale dei premi e di tassi di cambio fissi (2016).

 

Studio Allianz: accelera la crescita globale dei mercati assicurativi

 

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